Per fare chiarezza, nel tentativo lecito di sgomberare il campo da false interpretazioni, voglio dire che mai e poi mai mi sognerei di sostenere o parteggiare per una coalizione come quella che ci governa attualmente, così come ho grosse difficoltà nel credere nella sinistra attuale, che purtroppo altro non sa fare se non opporsi goffamente tirando in ballo argomenti insostenibili e soluzioni che la stessa, quando governava, non è riuscita, o non ha voluto, adottare.
Ecco allora che, venendo a mancare i giusti riferimenti politici ed eventuali retaggi idealistici, a guidare nel giudizio non possono che essere ragione e logica, nell’ovvio tentativo di risultare quanto mai obiettivi e vicini alla realtà.
Premesso questo osservo che ogni giorno le diverse televisioni ci mostrano immagini di stazioni ferroviarie insicure ed impraticabili, di continui episodi di violenza, di serie difficoltà di cittadini nel vivere certi luoghi e di come i primi a doverci fare i conti, spesso rimettendoci personalmente, siano proprio le Forze dell’Ordine. Tutto questo non certo per colpa dei pacifici, a volte persino dormienti, cittadini locali.
Neanche il tempo di pensare su questi fatti che dal Consiglio d’Europa arriva un giudizio perlomeno agghiacciante e quanto mai sorprendente: In Italia le Forze dell’ordine fanno profilazione razziale durante le attività di controllo, sorveglianza e indagine.
Direi che ciò non ha sicuramente fondamenti reali e diretti, però non sarebbe male riflettere un momentino sulle diverse questioni importanti in essere al momento nel mondo, incluse guerre ed elezioni presidenziali americane.
In aggiunta a tutto si consideri un’Europa che, anziché rivendicare una propria autonomia, dando vita così ad una forza internazionale importante, sembra dipendere da poteri che hanno ben precisi gli obiettivi da perseguire.
Giorgio Raviola
