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Per la verità

Per la verità, anzi finalmente per non sbracare in un liberatorio “era ora”, la Giunta di Cerveteri “s’è desta”. Era in sonno per la sbronza da troppi brindisi per i successi delle iniziative estive a tutto favore del centro storico interessato da innumerevoli “eventi” culturali di successo, mentre i residenti, elettori e contribuenti delle popolose frazioni notavano con disappunto di essere stati dimenticati e trascurati, proprio durante l’alta stagione turistica e balneare.  Non disponendo di una Legnara per accogliere folle di ascoltatori e ammiratori di canti, balli, commedie e altri eventi culturali, con contorno di tarallucci e vino, molto prosaicamente si sottolineavano lo stato pietoso delle strade, del verde pubblico e l’indecente spettacolo delle immondizie ovunque. Ora si assiste ad un miracolo, piccolo ma molto significativo: la sistemazione della Via Domenico Barbato a Cerenova. Si tratta di una  via corta a senso unico, ma essenziale per servire un bar molto frequentato, l’importante ed unica agenzia bancaria del comprensorio, un ristorante con pretese nipponiche, l’accesso ai portici del centro commerciale e alla piazza Morbidelli,  se si vuole, centro storico di Marina di Cerveteri e ricordo di un passato agricolo del territorio con la sua fattoria, i vigneti e le paludi. Da anni si attendevano provvedimenti per la valorizzazione dell’area, in parte privata ad uso pubblico, formula ambigua e fonte di un eterno contenzioso col Comune. Via Barbato era ormai quasi impraticabile con voragini nel poco asfalto rimasto, avvallamenti causati dalle radici dei pini, piccole aree di parcheggio infestate da erbacce. Ora si lavora per spianare, asfaltare e delimitare spazi di parcheggio con nuovissimi cordoli, insomma, rendere la via cittadina degna di questo nome, evitando lo spettacolo di un tratturo di campagna, oltre tutto pericoloso, poiché le macchine rischiavano gli pneumatici e toccavano sotto con la coppa dell’olio. Bisogna pertanto ringraziare finalmente col cuore la Sindaca Gubetti che prometteva di prendere in esame interventi e migliorie nelle aree periferiche che, almeno nelle realtà locali, non sono borgate in degrado, ma risorse residenziali e turistiche di tutto rispetto. Se il vecchio borgo antico di Cerveteri, con le sue ricchezze archeologiche, si può oggi chiamare “città” nel senso ampio e positivo della parola, ciò si deve allo sviluppo abbastanza ordinato e lungimirante delle frazioni, vere e proprie “new towns”, per chi non sa tenere a freno la invadente lingua inglese. In particolare Marina di Cerveteri attende una risistemazione razionale della viabilità intorno alla bella stazione della metropolitana regionale, interventi più attenti nelle aree verdi per rimediare alle stragi passate di alberi di alto fusto, la fine dello spettacolo della ruggine negli edifici di Campo di Mare ex-Ostilia, ulteriori iniziative di valorizzazione del grande arenile, oltre tutto indicato per la psammoterapia sulle salutari sabbie scure un tempo già famose nella vicina Ladispoli, la salvaguardia dell’Oasi di Torre Flavia per il suo grande significato ambientale e didattico. Per la verità, tutti gli elettori di destra, sinistra e centro sapevano che la Giunta del primo Sindaco donna della storia di Cerveteri avrebbe adottato la stessa politica della giunta precedente, la quale astutamente sapeva incentivare gli eventi ludici, effimeri, ma necessari per innalzare il livello culturale del paese, badare alla valorizzazione del patrimonio archeologico protetto dall’UNESCO, ma anche lasciare sul territorio opere “di regime” durature e tangibili, per esempio il nuovo “waterfront”, il lungomare di Marina di Cerveteri. Nella sua prima lunga fase di “rodaggio”, l’attuale Giunta ha dato l’impressione di badare più all’effimero che al pratico, deludendo i residenti delle frazioni residenziali. Finalmente si nota con piacere una inversione di tendenza e rinasce la speranza che la “rivoluzione” di un Sindaco donna stia dando i suoi frutti di sensibilità, buon senso e volontà di serie migliorie ambientali. Ringraziare sentitamente in questi casi è un dovere, oltre ad augurare a tutti buone feste.

                                                                                                                            Umberto Mantaut

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