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pensiero unico

Ma riflettere è proibito?

No, no, non ci sto, mi dispiace ma essere tacciato in malo modo solo perché dissento dal pensiero unico non mi piace, o meglio, non lo accetto. Facciamo qualche esempio, perché poi la gente dimentica, o meglio, ascolta il pensiero unico, lo adotta, e si allinea giudicando, senza colpo ferire. E questo il potere lo sa, ed allora insiste e così, spesso, può portare avanti affari con un candore che affascina addirittura. Ma, in buona sostanza, cosa s’intende per pensiero unico? Dice la famigerata intelligenza artificiale: in politica, che sarebbe l’aspetto che più ci interessa, altro non è che favorire il dibattito pubblico confezionando una sola prospettiva, rendendo difficile esprimere posizioni diverse senza subire forti critiche o esclusione. Vi ricordate la pandemia? Guai ad avere dei dubbi, si veniva immediatamente tacciati di essere No Vax, guardati con disdegno ed additati alla stregua di untori di manzoniana memoria. Ed è mai possibile che se si dissente da qualche cosa che fa il Governo si è tacciati di comunismo, mentre se si plaude ad una cosa fatta bene si è definiti fascisti. E basta, così facendo si uccide la democrazia, e mi viene il sospetto che sia la mission di questa politica. Ad esempio, come si fa ad essere contro il continuo, inutile ed estenuante finanziamento all’Ucraina, con un graduale nostro impoverimento, e riconoscere che Putin è comunque un despota e non è esente da colpe? Oppure si può essere a favore di un’Europa veramente unica ed unita ed essere contro questa Europa? Si, quella della Ursula Von Der Leyen? A breve ci saranno le elezioni per il rinnovo del Governo, chi votare? Personalmente sono convinto che molte, ma molte cose questa destra non sa nemmeno che esistano e la sinistra non sia in grado di risolverle, o difende cose che all’uomo della strada poco interessano. Allora? Come vedete le uniche alternative vere non possono rappresentare qualche cosa che non sia il pensiero unico, e non mi si venga a dire che ci sono partitini a cui affidarsi e fidarsi, perché poi questi si infilano in una coalizione che, siamo di nuovo a bomba, portano solo a destra o sinistra. Per questo mi piacerebbe che si tornasse ai programmi, alle cose da fare. Basta con la semplificazione: vinco io. La vittoria significa GOVERNARE. Ad esempio, tanto per riferirsi alle cose locali, voterei un Sindaco che dimostrasse veramente intenzionato nel voler risolvere le problematiche locali importanti. A livello nazionale voterei chi si dimostrasse in grado di renderci l’esistenza più sicura. Non importa l’appartenenza politica, altrimenti ricaschiamo nel pensiero unico di destra o sinistra. La scelta così altro non sarebbe che un retaggio culturale, che porta solo alla decadenza, e siamo molto prossimi.

Giorgio Raviola

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