E’ strano che i mezzi di comunicazione di massa, quando avvengono fattacci che vanno oltre il limite della sopportazione enfatizzino la notizia, specie se il colpevole è stato immediatamente individuato. I giornali e le televisioni avrebbero dovuto oscurare la notizia, non per un’operazione di censura, bensì per non sollevare polveroni indecorosi. Parliamo di un professore che ha pubblicato su sfondo rosso l’orribile augurio rivolto alla bimba del Premier di finire lapidata come un’altra povera minorenne uccisa dalle sue parti. Intanto, il polverone è consistito nel diluvio di dichiarazioni di solidarietà alla mamma ferita nel suo sentimento più sacro, perché un buon terzo di quelle false frasi è stato un esercizio di pura ipocrisia. Tutti sanno che certi personaggi non ha fatto altro che seminare odio di cui s’incomincia a raccogliere il frutto avvelenato. Inoltre, si è fatta pubblicità per un personaggio che merita soltanto disprezzo, forse anche pietà per il basso livello del suo cervello. Infatti, purtroppo, ecco il reo che si fa vittima e trova scuse e mette toppe peggiori del buco. Dichiara che la bella frase è frutto di una sua richiesta alla intelligenza artificiale. Evviva, finalmente si dimostra che l’ultimo progresso della demenza umana è assai pericoloso se utilizzato da persone incoscienti e incivili, senza contare criminali e affini. Poi il prof della profonda provincia campana ci ha offerto la sceneggiata napoletana del semisuicidio. Auguriamoci che il Ministro della Pubblica Istruzione, troppo indignato, non licenzi in tronco l’ignobile docente. Ne farebbe un martire. Non sanno al Ministero che tipi simili si sono annidati nelle scuole di ogni ordine e grado? Probabilmente c’è chi porta i piccoli a genuflettersi in moschea con la faccia rivolta alla Mecca, chi fomenta occupazioni e devastazioni nei licei, chi ha trasformato le sacre aule della Sapienza in pozzi di insipienza. Non sanno agli Interni che da Bolzano a Pantelleria sono pronte schiere di farabutti disposte a scendere in piazza per devastare le città, chiedendo la revoca dell’ingiusto licenziamento? E’ possibile pure che qualche imbecille di parte opposta riproponga l’idiozia mussoliniana del confino a Ventotene. Il reo avrebbe vitto e alloggio a spese dei contribuenti e un bel quaderno dove stilare nella pace della bella isola il suo programma di governo dell’Italia futura. Su di lui e le sue gesta è bene stendere un velo pietoso. Continui pure a insegnare. Magari qualche alunno e qualche genitore interverranno per controllarlo. Troppi altri danni non potrà farli. Siamo in piena estate. La gente pensa alle ferie e a recuperare energie dopo un anno di lavoro. Tutto sarà dimenticato nell’arco di un mese o poco più. Forse sotto un ombrellone nella domenica del Ferragosto qualcuno si divertirà a canticchiare una nota canzonetta tedesca. An den shönen blauen Sonntag liegt ein toter Man am Strand. Parliamo del docente figurativamente morto nell’oblio. Qualcuno gli traduca il tutto. E’ possibile che quando gli hanno dato la cattedra di tedesco nessuno si sia preoccupato di verificare se il tipo conosce davvero bene quella lingua.
Umberto Mantaut
