Un conoscente che ha casa a Cerenova, ed è stato uno dei primi ad averla, dopo un’assenza forzata e prolungata mi ha mandato queste fotografie con un messaggio vocale che dice più o meno:
Ieri sono stato a Campo di Mare dove c’era il Sindaco Elena Gubetti che partecipava ad un taglio del nastro. Belle parole, entusiasmo, come se le cose funzionassero per davvero a Cerenova. Poi sono andato a fare due passi al centro e la delusione è stata veramente tanta e forte. Una volta c’erano gelaterie, ristoranti, tanta vita insomma. Ieri ho visto sporcizia ovunque, marciapiedi divelti, ho assistito persino alla scena di una donna inciampare rischiando di cadere e farsi male. Ma è mai possibile tutto questo? Non si può fare nulla, nemmeno una protesta? E’ tutto fortemente vergognoso.
Egregio conoscente, come darti torto, è sul da farsi per migliorare le cose che casca l’asino. Le abbiamo provate tutte: sindaci di destra, sinistra, centro, civici ed ora persino una donna. Risultato: niente di nuovo, ognuno di loro ha solo consentito l’aggiungersi di degrado a degrado, senza nulla fare per arrestarne il corso. Ora sembra che questo Sindaco, dopo aver accettato già un rimpasto, sia sotto la scure della sfiducia, finendo anzitempo il suo mandato, se questa manovra andasse a buon fine. Ma anche qui c’è chi si oppone alla sua caduta, persino tra le file dell’opposizione, ed il problema sta solo tutto lì: chi eleggere a nuovo Sindaco scegliendo tra i soliti, vale a dire quelli che paralizzano lo sviluppo di una storica e bella cittadina, che meriterebbe perlomeno una normale amministrazione, impedendo il buon governo. Ogni volta nascono gruppi e comitati che altro non fanno che fornire materiale umano a questo sistema. Noi come giornale, nati come Caerenova, abbiamo sempre evidenziato questo stato di cose, ma, anche per colpa dei cittadini poco impegnati, non si è mai cambiato nulla. Che dire ancora, hai ragione piena, e le foto inviate lo dimostrano, ma a Cerveteri è difficile, se non impossibile, trovare chi salirebbe al colle con le migliori intenzioni. Continuiamo a sperare.
Giorgio Raviola


