Cerveteri, rubinetti all’asciutto da diversi giorni per molte famiglie residenti nella frazione de I Terzi. Fratelli di Italia con un esposto denuncia dice basta ai “falsi” proclami dell’amministrazione comunale che già nel 2019 e successivamente nel 2022 diceva di aver risolto i problemi legati al già carente servizio per l’approvvigionamento idrico della frazione, mentre in risposta ad un interrogazione dell’agosto 2024 la sindaca assicurava di attivarsi per la soluzione dell’atavico problema ancora oggi cosi come era.
Nell’esposto denuncia, indirizzato ai seguenti destinatari: Alla Procura della Republica presso il tribunale di Civitavecchia; All’ Acea Ato2 s.p.a. Gestore del servizio integrato; All’Arsial proprietaria e gestore dell’acquedotto rurale della frazione; Al Garante del servizio integrato della Regione Lazio, tutela utenti e vigilanza sui gestori; All’Autorità idrica Regionale e All’Arpa Lazio, Fratelli di Italia, ricorda tra l’altro che l’accesso all’acqua potabile è un diritto fondamentale, sancito a livello internazionale dall’ONU e riconosciuto in Italia quale bene primario imprescindibile per la vita umana e la salute pubblica, che diverse famiglie nonostante le numerose segnalazioni sono senza acqua da diversi giorni e analoghi accadimenti sono avvenuti anche nel 2024 e negli anni precedenti con una gestione a dir poco “sconcertante” e controversa tra Arsial e comune di Cerveteri tenendo conto che tali segnalazioni includono anche casi di disabilità e condizioni di vulnerabilità sociale.
L’Amministrazione Comunale, si legge ancora nell’esposto-denuncia, e in particolare la Sindaca Elena Gubetti, è titolare delle funzioni di vigilanza e di coordinamento in materia di servizi pubblici essenziali, ai sensi del Decreto Legislativo n. 267/2000 (Testo Unico Enti Locali), art. 50 (funzioni di sindaco) e art. 54 (funzioni di polizia amministrativa); ciò nonostante, a fronte delle segnalazioni ricevute, non ci risulta che abbia attuato soluzioni immediate per le problematiche afferenti la località “I Terzi”, l’inerzia e il mancato intervento tempestivo configurano una grave negligenza amministrativa e un potenziale danno per la salute e la sicurezza dei cittadini.
La sentenza del TAR Lazio n. 3434/2023, ha riconosciuto la legittimazione dei cittadini ad agire contro Enti locali per disservizi prolungati nella fornitura idrica, evidenziando l’obbligo di intervento da parte dell’Amministrazione comunale per tutelare il diritto alla salute e all’igiene pubblica. La mancata erogazione di un bene primario fondamentale viola il diritto alla salute (art. 32 Costituzione) e le norme sul servizio pubblico essenziale.
La Sindaca del Comune di Cerveteri, pur avendo competenza e dovere di vigilanza, non ha adottato le necessarie misure di emergenza o i provvedimenti per garantire il diritto dei cittadini, né ha garantito adeguata trasparenza e comunicazione;
tale condotta appare omissiva e configurabile come abuso d’ufficio e interruzione di pubblico servizio, con conseguenze penali e civili. Si chiede: alla Procura della Repubblica di verificare la sussistenza di profili di responsabilità penale in capo a chi ha omesso di garantire un servizio pubblico essenziale, in particolare l’interruzione di pubblico servizio e eventuali altri reati connessi. All’amministrazione Comunale di adottare immediatamente tutte le misure necessarie per garantire la continuità e la regolarità dell’erogazione idrica nelle utenze interessate, con particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili; al Garante del Servizio Idrico Integrato Regione Lazio, a tutela degli utenti e con responsabilità di vigilanza sui gestori di attivarsi urgentemente in merito applicando la normativa vigente e intimando ai gestori, se nelle sue prerogative, di risolvere le denunciate problematiche; all’Autorità Idrica Regionale e agli organi competenti di effettuare un’indagine approfondita sulle cause del disservizio e imporre al gestore ARSIAL interventi risolutivi; all’ARSIAL a tutela degli utenti di attivarsi urgentemente in merito risolvendo le denunciate problematiche; che vengano assicurate adeguate forme di comunicazione e supporto ai cittadini, comprese soluzioni temporanee (fornitura di acqua tramite autobotti o altri mezzi);
si valuti l’adozione di misure risarcitorie a favore degli utenti danneggiati.
