Cresce la protesta degli abitanti della frazione agricola de I Terzi sempre più assetati e arrabbiati a seguito dell’interruzione del servizio idrico nella zona. La vicenda che ha del paradossale, ha inizio fin dai primi giorni del mese di giugno quando uno dopo l’altro i rubinetti delle abitazioni di molte famiglie sono rimasti all’asciutto. La drammatica situazione finita anche all’attenzione di giornali e TV, a distanza di circa 2 mesi, è tutt’ora irrisolta. Notevoli i problemi che ne conseguono, in particolar modo per le persone fragili. A causa del solito scarica barile tra enti che va avanti da fine anni ’90 fino ad arrivare ad ottobre 2024 quando Arsial rappresentava ai comuni interessati di non poter proseguire la gestione della rete acquedottistica , provvedendo a trasmettere ad Acea Ato2 e alle amministrazioni comunali le planimetrie storiche delle reti interessate alla cessazione. A novembre 2024 inoltre, Arsial in merito al problema richiedeva l’intervento della Prefettura Ufficio Territoriale del Governo di Roma ed in data 5 dicembre 2024 nel corso della riunione tenutasi presso la Prefettura congiuntamente con Arsial, Acea Ato2 e gli altri comuni coinvolti, veniva discussa la disponibilità dei comuni al trasferimento patrimoniale delle reti idriche.
Ora, tenuto conto anche di quanto dettato da ARERA Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente che dice: “il massimo per l’attivazione del servizio sostitutivo di emergenza in caso di sospensione del servizio idropotabile è di 48 ore; Intercorrente tra il momento in cui si verifica una singola interruzione – sia essa programmata o non programmata – e il momento in cui viene attivato il servizio sostitutivo di emergenza, per ciascun utente finale interessato”, ci domandiamo come mai il comune di Cerveteri, a seguito dello scambio di corrispondenza, di incontri, esposti, denunce ecc. non abbia provveduto a disporre quanto necessario per far fronte ad una emergenza annunciata. Fatto sta che molte famiglie sono costrette da quasi due mesi a mendicare acqua a destra e sinistra con taniche, bottiglie ed ogni contenitore utile allo scopo. Singolare in tutto questo e degno di nota, l’operato del comune di Roma che per la zona di sua competenza servita dallo stesso acquedotto al confine del comune di Cerveteri, ha emesso un ordinanza affinché Acea Ato2 fornisse ai suoi cittadini l’acqua necessaria, bene primario per tutti, con un servizio di autobotti i cui costi saranno addebitati al comune di Roma capitale.
Idem quanto avvenuto nel vicino Comune di Ladispoli al verificarsi di una situazione simile durata vari mesi dall’inizio dell’anno 2025.
Semaforo rosso, invece, per gli abitanti della piccola frazione agricola de I Terzi dove il sindaco Gubetti e la sua amministrazione non accenavano nessuna risposta all’accorato appello lanciato nel consiglio comunale del 30 giugno dal consigliere Luigino Bucchi (FDI), affinché si intervenisse con urgenza per far fronte all’emergenza idrica in atto.
Quale sia il motivo di questa inettitudine dell’ amministrazione resta incomprensibile, forse i cittadini de I TERZI sono considerati di serie B?
Gent.ma Sindaca Gubetti, i cittadini de I TERZI hanno sete e sono arrabbiati. Basta carte bollate. Attivi immediatamente un servizio di autobotti per la distribuzione dell’acqua e tamponare questa emergenza, provvedendo a garantire le coperture delle spese che si dovranno sostenere, in variazioni di bilancio e trasferimenti di capitali da un capitolo ad un altro la sua amministrazione è campione, e acceleri i tempi per il trasferimento di proprietà della rete idrica Arsial al comune di Cerveteri ai fini di passare la successiva gestione al servizio idrico integrato.
D’altra parte già nel 2019 e nel 2022, sotto lo slogan ” Non era mai stato fatto prima” dicevate che a I Terzi il problema acqua era stato definitivamente risolto. Ricorda?
Così a sollecitazione della sindaca, il coordinamento e gruppo consiliare di Fratelli d’Italia di Cerveteri.
