Già, saranno le incertezze politiche che da un po’ di tempo fanno vacillare l’Amministrazione comunale di Cerveteri, guidata dal Sindaco Elena Gubetti; sarà che occorre prepararsi in tempo per affrontare una tornata elettorale; sarà che in Italia, quindi anche da noi, si è sempre in un’estenuante e continua lotta uno contro l’altro, ma già si parla di successione, anche se solo nel 2027 saremo richiamati alle urne. Purtroppo però lo si fa solo e sempre parlando di nomi, di sostegni a questo o quel gruppo. Non c’è nessuna fazione politica o civica che parli, o almeno si domandi, di cosa effettivamente serve per sviluppare una città come Cerveteri, dove ad ogni angolo ed in ogni settore sembra esserci crisi. Come succede ormai da troppo tempo prima si sceglie il nome di un possibile vincitore e poi si farà il programma, tanto quello sarà solo e sempre il libro dei sogni. In pratica chi promette di più, o dà l’impressione di poter garantire più cose, sarà il vincitore. Un po’ di colpa però, ammettiamolo, l’abbiamo anche noi elettori che ci caschiamo sempre ed eleggiamo quello che ci sembra più vicino alla nostra idea politica, si quella che è rimasta solo a noi che ci rechiamo alle urne. Loro, i politici, o aspiranti tali, pensano solo al potere. Intanto Cerveteri va a rotoli.
Che delusione. Anche questa tornata elettorale ho il concreto sospetto che si stia preparando sui nomi. Si discute solo su quelli. E no, basta, non funziona più così. Lo dimostra il crescente calo delle frequentazioni alle urne. Egregi signori, se non cominciate ad occuparvi concretamente dei nostri problemi a votare saremo sempre meno. So che questo non importa molto. Però a capire queste intenzioni siamo sempre di più, e sempre di più le nostre problematiche crescono, irrisolte, e noi cominciamo ad essere stufi. Vogliamo scegliere dei programmi con le cose da fare e come risolverle, indipendentemente da chi amministra, anche perché ormai abbiamo prova che cambiando i suonatori la musica non cambia.
Giorgio Raviola
