I templi della zona sono un esempio di architettura greca e sono considerati tra le più straordinarie rappresentazioni di architettura dorica al mondo.
«L’Unesco nel 1998 ha inserito il luogo, uno dei più emblematici della civiltà greca, nella lista del Patrimonio Mondiale. Nella dorsale rocciosa dell’altipiano si trovano i resti ben conservati dei templi dorici ed il primo che vediamo lassù è il Tempio di Giunone, la cui origine risale attorno alla metà del V secolo a C. Quelle parti più scure sui muri della cella sono la testimonianza di un incendio. Ora scendiamo verso il tempio della Concordia.»
I tanti e forti colori caratterizzano il paesaggio e c’è dell’incredibile nel lasciare spaziare lo sguardo fino al mare di blu intenso e che fa da suggestivo sfondo all’ocra dei templi che si stagliano al di sopra di tutta la ricca vegetazione.
Arriviamo al Tempio della Concordia, in assoluto il meglio conservato della civiltà greca. Ha sei colonne sul lato corto e tredici sul lungo, con ben conservata la trabeazione ed i due frontoni. Il luogo nel tempo ha ispirato e richiamato tanti artisti, tra i quali ricordo Ludovico Ariosto, Goethe, Maupassant, Alexandre Dumas, Nicolas de Stael, Salvatore Quasimodo e Luigi Pirandello. Sulla destra del tempio, là sotto, sono visibili i resti della Necropoli Giambertoni, mentre più avanti, sulla destra sono visibili quelli della Necropoli Paleocristiana. Tutto ciò che vediamo era facente parte dell’antica
città di Akagras, un insediamento urbanistico che si stima raggiungesse i duecentomila abitanti. Nel 406 a C. i cartaginesi la distrussero. Nuovi edifici pubblici furono edificati dai romani che la chiamarono Agrigentum ed in seguito, cadute anche le varie dominazioni l’area divenne pressoché agricola ed artigianale, mentre la zona archeologica subì svariate spoliazioni con prelievo del materiale per costruire altri edifici. I resti che vediamo di fronte si riferiscono al Tempio di Ercole, il più antico della Valle dei Templi. Proseguendo vediamo ciò che resta del Tempio di Giove, uno dei più grandi della sua epoca, però dopo un violento terremoto divenne cava per fornire il materiale utilizzato per costruire il molo di Porto Empedocle. Quella statua a terra si chiama Telamone, ed è una delle figure dei giganti che sorreggevano la trabeazione del Tempio. L’antica città di Akagras era protetta da una cinta muraria di circo dodici chilometri e quella è la v porta delle nove che ne consentivano l’accesso. Ora ci troviamo al Santuario delle divinità Ctonie e Tempio dei Dioscuri, del quale rimangono le quattro colonne sormontate da ciò che resta delle sovrastrutture del Tempio. Là in fondo è il Ginnasio, dove si allenavano gli atleti, con una grande vasca che grazie ad un ingegnoso sistema era sempre colma di acqua pulita.
Che dire ancora, se non che una visita a questo incantevole luogo magico, oltre ad essere un viaggio nella cultura antica, ha effetti benefici sull’anima che, leggera, sembra essere trasportata in un vero e proprio paradiso terrestre.
