Marina di Cerveteri, la località balneare che dovrebbe essere un vanto per il capoluogo etrusco, ha raggiunto uno stato di degrado inimmaginabile fino a qualche anno fa. E, anche se sembra difficile solo pensarlo, dobbiamo dedurre che ci siano ancora margini di peggioramento. In questi decenni, dove Marina di Cerveteri da esclusivo centro balneare ed esempio per la vivibilità umana si è progressivamente declassata a borgata fatiscente, si sono succedute amministrazioni di colore politico diverse: da centro destra a centro sinistra passando per le liste civiche, autorizzando così a pensare che a muovere i politici di turno siano interessi diversi, più che le ideologie ed i programmi. Si, nelle varie riunioni sembrano contrapporsi litigando “per il bene del paese”, ma basta soffermarsi un momento e scorrere le candidature per rendersi conto che, al governo o all’opposizione dell’amministrazione cittadina, sono sempre gli stessi. Ma tutto questo, una volta capito, dovrebbe riguardare marginalmente il cittadino che ha la grande responsabilità di eleggere i propri amministratori, perché questo (l’elettore) avrebbe la possibilità di togliersi di torno la zavorra una volta per sempre. C’è un problema, e non da poco, che sarebbe l’individuare chi potrebbe sostituire in modo produttivo e positivo questa pletora di personaggi, vale a dire chi, una volta salito a palazzetto, avrebbe seriamente l’intenzione di ridare dignità ad un luogo come Cerveteri. Non sarebbe impossibile, basterebbe rinunciare alla comoda delega, certo che questo, come diciamo instancabilmente da sempre, richiede impegno, dedizione e fatica.
Giorgio Raviola
