Tyrseno
Giornale on line fondato nel 1998
  • Home
  • Notizie e Approfondimenti
    • Cerveteri
    • Ladispoli
    • Approfondimenti
  • Unesco e non solo
  • Mete in Italia
  • Cultura/Sport/Eventi
  • Chi Siamo
    • Linea Editoriale
    • Redazione
    • Contatti
    • Privacy
Notizie, Informazioni, Sport e Cultura, Cerveteri e Ladispoli - Giornale on line fondato nel 1998
Clicca e dillo al Tuo Giornale
tasiilaq-892503_640

Imperdonabile U.E.

Di certo i primi sei grandi statisti firmatari del Trattato di Roma vagheggiavano in prospettiva la realizzazione del sogno degli Stati Uniti d’Europa, forse persino dall’Atlantico agli Urali. Si stabilì di procedere per gradi iniziando con la liberalizzazione della circolazione delle merci e delle persone nell’ambito della CEE, Comunità Economica Europea. In effetti si notarono subito i vantaggi del MEC, Mercato Comune Europeo, tanto che numerosi Stati grandi e piccoli si presentarono ai “cancelli d’imbarco” di Bruxelles e Strasburgo per essere ammessi nel club dei sei Stati fondatori. Poco per volta si giunse agli attuali 27 Stati membri, forse troppi e con grandi differenze demografiche ed economiche. La CEE divenne UE, Unione Europea che purtroppo sta organizzando il suicidio del vecchio continente. Anno dopo anno nelle sedi istituzionali europee presero possesso delle leve del comando ottusi burocrati, stolti politici e avidi speculatori. Per molto tempo la Germania e la Francia pretesero di assumere i poteri di Stati-guida per tutti, ovviamente facendo solo i propri interessi. La Commissione a Bruxelles, controllata da autorità tedesche e condizionata da ecofollie, per anni non fece altro che emanare direttive micidiali ai danni di tutti e alla fine persino dei due Stati più prepotenti, oggi anche loro in crisi profonda, economica e politica. Non si comprende come mai nessun grande responsabile dei ventisette Stati membri abbia criticato e fatto resistenza a fronte delle incredibili direttive comunitarie, vere angherie con danni incalcolabili per tutti. Basta citare i bastoni fra le ruote posti alla pregiata agricoltura europea, all’annientamento dell’industria automobilistica, al via libera ai clandestini, alla negazione della nostra tradizione culturale e religiosa e alle innumerevoli altre direttive che ormai condizionano in negativo le nostre vite. I popoli europei hanno tentato di far sentire la propria voce bocciando clamorosamente le politiche di Bruxelles alle ultime elezioni europee, ma nelle sedi che contano, con sommo disprezzo per il messaggio dato dagli elettori, le redini sono rimaste nelle mani degli stessi responsabili del declino europeo, con la complicità dei tonti utili che non mancano mai. Pochi sanno che uno degli imperdonabili errori della Unione Europea è stato l’incredibile trattamento che abbiamo riservato alla nordica Groenlandia. Per la verità, la colpa principale ricade sulla Danimarca. Il piccolo e stolto paese scandinavo non ha saputo mai rivendicare di essere, almeno dal punto di vista territoriale, la nazione più vasta d’Europa, includendo come suo territorio metropolitano l’isola artica grande come otto volte l’Italia, pochissimo abitata, ma ricchissima di risorse minerarie e in posizione strategica a due passi dai grandi paesi del Nordamerica. Con la sua capitale da cartolina, la fiabesca Odense, i giochetti col lego di Billund e una monarchia ancorata a riti medievali come tutti gli altri reami europei, la Danimarca si è permessa pure di tenere comportamenti razzistici nei confronti dell’eroico popolo degli Inuit che da secoli vive e lotta in un clima estremo, fiero nelle sue caratteristiche etniche e culturali. Gli Inuit, trattati come esseri inferiori dai danesi, hanno tentato la via della secessione, ottenendo soltanto forme insoddisfacenti di autonomia, tanto che ora sognano la creazione di uno stato autonomo fatalmente satellite se non parte integrante dei suoi due grandi vicini. Il Canada potrebbe essere più congeniale, considerando come amministra i suoi territori del nordovest dove vivono ancora comunità superstiti delle popolazioni indigene precolombiane. Gli USA, che trattano i pochi indios, sopravvissuti alla lotta impari fra frecce e fucili, come tribù devastate da alcool e droghe da tenere in riserve per la gioia dei turisti, in effetti offrono montagne di dollari per assicurarsi lo sfruttamento delle enormi riserve sotterranee di terre rare e petrolio della Groenlandia. Tra l’altro, con il mutamento del clima, il grande paese sta riconquistando parte del suo “groen” che significa “verde”, facilitando prospezioni e scoperte di ricchi filoni minerari più preziosi di quelli auriferi. Oltre tutto nella affascinante estate artica la Groenlandia sta diventando una delle mete turistiche che vanno di moda fra Lapponia e Capo Nord, gli arcipelaghi glaciali norvegesi e inglesi, la vulcanica Islanda e la lontana Alasca. Non è detto nemmeno che, con le opportune strutture e afflusso di personale la Groenlandia potrebbe essere anche meta per gli sport invernali. Insomma, se la Danimarca ha perso il vagone più importante del suo treno, la vera perdente è la cieca UE che si dedica all’annientamento del vecchio continente, del quale non ha saputo mai nemmeno valutare la reale ampiezza territoriale e le grandi potenzialità minerarie. Vergogna.

                                                                                   Umberto Mantaut         

Print Friendly, PDF & EmailStampa articolo
  • Home

Articoli recenti

  • Tyrseno riprende le pubblicazione il 10 Aprile
  • Ladispoli – Caritas Porto-Santa Rufina compie 40 anni
  • Laboratorio di teatro partecipato a Cerveteri


© Tyrseno 2020 Powered by WordPress • Themify WordPress Themes

Ricevi News Periodiche

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.