Invecchiare ha molti aspetti, non ultimo quello che sentiamo citare fin da quando eravamo ragazzi, vale a dire l’acquisizione di una maggior saggezza, data anche dalle esperienze vissute, patite e gioite. Dunque, ricordare, per chi ha ancora voglia di ragionare e non portare il cervello all’ammasso accettando il comodo e preconfezionato pensiero comune, può ricavarne dei termini di paragone da utilizzare per capire se le cose stanno meglio o peggio di una volta. Diciamo subito che il progresso e le nuove tecnologie sono un vero portento, poi, a partire dal dopoguerra dello scorso secolo ad oggi lo sviluppo di sistemi e mezzi ha subito una grande e prodigiosa accelerazione, creando meraviglie inimmaginabili solamente qualche decina di anni fa. C’è però l’immancabile rovescio della medaglia che si nota in particolare anche e parimenti negli ideali e nei valori, o meglio nel decadimento di questi. Per quelli che ricordano ed hanno la fortuna o sfortuna di poter fare paragoni di vita vissuta, lamenteranno di certo la mancanza di rispetto di persone, cose, regole, valori, idealismi e significati. Ed è così che viene meno una cosa fondamentale per l’uomo: la speranza nel futuro. Prendiamo ad esempio la classe politica, che, essendo formata dai soggetti della società attuale risente in modo sensibile dello scadimento dei valori. Anni fa, purtroppo tanti, la classe dirigente era formata da statisti, da personaggi competenti e di spessore da portare come esempio. Oggi siamo costretti a parlare di faccendieri, di vertici della politica costellati di soggetti indagati e condannati. Tutto è dimostrato e dimostrabile confrontando le idee di un po’ di anni addietro ed il cambiamento che nel frattempo queste hanno subito. Alcuni esempi: Il rialzo termico e quello che ne consegue era determinato dalle deforestazioni, oggi la colpa è dell’uomo e dei suoi simboli di progresso; tempo addietro i politici nelle diverse campagne elettorali si confrontavano sui programmi e su come risolvere i problemi, oggi si scontrano buttandosi le colpe l’un l’altro, trasmettendo la brutta quanto vera sensazione che, come detta un adagio popolare, il più pulito ha la rogna. Esistevano le diverse manutenzioni del territorio per contrastare la furia degli elementi, ora non si fa più manutenzione su niente e di nulla, se non incolpando ipocritamente sempre e solo l’uomo ed i suoi progressi. Sarà mica per questo che ormai la percentuale dei non votanti sta superando quella di coloro che si recano ai seggi? Fin da giovane sentivo dire che con lo scadimento dei valori significativi i nobili di animo e gli intellettuali cominciavano a tirarsi fuori dai luoghi dove queste cose venivano affrontate, ed il risultato attuale, con ciò che resta, è sotto gli occhi di tutti. La memoria però ricorda anche che i corsi e ricorsi storici ci dicono che dopo sviluppo e ripresa c’è un inevitabile ritorno al decadentismo, essenzialmente di costumi e valori, ed eccoci, ci siamo in pieno. Purtroppo, la mente ricorda anche che da queste situazioni se ne esce di certo, ma a mettere a posto le cose per ricominciare a credere nel domani c’è solo la guerra, ed anche su questo mi sembra che ormai ci siamo.
Giorgio Raviola
