Bisogna ammettere che questo Sindaco, una donna per la prima volta a Cerveteri, sta superando i colleghi maschietti. Eh, si sta riuscendo a fare persino peggio. Cerenova e Campo di Mare, frazioni che solitamente hanno un peso determinante in fase elettorale, sono quelle trattate peggio. Prendiamo ad esempio Cerenova, era un magnifico centro residenziale, vanto per Cerveteri, con locali ben frequentati, due ricchi centri commerciali, due o tre banche, un paio di importanti centri sportivi, Malindi e Malindino, che ospitavano anche eventi illustri, turisti stranieri trascorrevano qui le loro vacanze, un glorioso bowling organizzava manifestazioni ad alto profilo, ma soprattutto nell’ex amena località marina si poteva passeggiare pressoché ovunque all’ombra del rigoglioso verde che abbondava. Ora tutto è squallidamente finito. Molte attività commerciali hanno abbassato definitivamente le serrande, banche comprese, il bowling è stato trasformato in attività commerciale ed il verde, con insufficienti interventi, è pressoché lasciato alla crescita o morte spontanea. I rigogliosi pini marittimi che ombreggiavano un po’ ovunque vengono vergognosamente stroncati perché devastano il manto stradale, con la tragica conseguenza che l’ombra non c’è più ma l’asfalto è devastato e lasciato così comunque. Anche l’importante attrattiva costituita dal Malindi ha cessato l’attività e l’area in cui sorgeva è diventato un groviglio di erbacce spinose. Sulle vicende che caratterizzano Campo di Mare stenderei un velo pietoso, così come potremmo tranquillamente consigliare a chi ancora ci crede di abbandonare ogni speranza di sviluppo. Il degrado è diventato talmente diffuso, grazie anche al mancato operato dell’attuale Sindaco, che metterci le mani per un sempre più auspicato sviluppo è impresa assai ardua e, visti i precedenti, non si individua niente all’orizzonte che autorizzi qualche illusione. Peccato, Cerenova, o Marina di Cerveteri, poteva essere veramente il vanto per una Cerveteri che viene ancora ricordata per il glorioso passato etrusco, anche se piano piano riusciremo ad eclissare anche quello.
Giorgio Raviola
