Sicuramente il clima è cambiato, quando piove si riversano spesso dal cielo quelle che vengono chiamate bombe d’acqua, vale a dire che in pochissimo tempo scende una quantità d’acqua che normalmente cade in un lasso di tempo molto più ampio. Detto questo diventa logico pensare che servano opere nuove e manutenzioni più attente e frequenti, così come per il fenomeno esattamente contrario, cioè la siccità.
Guardandoci un attimo attorno però non ci sono grandi speranze. Prendiamo ad esempio la rotonda sulla via Aurelia all’incrocio con la strada che porta a Cerveteri (Via Settevene Palo). Circa un mese fa sono stati dispersi dei laterizi che prontamente sono stati tolti dal centro della sede stradale, accantonati accanto al guard rail e segnalati con l’apposizione di nastro bianco e rosso.
Fin qui tutto bene, ma va evidenziato che questi detriti stanno su parte della carreggiata stradale da circa un mese, un tempo biblico per togliere quattro sassi. Nel mentre, e dopo parecchio tempo, hanno persino malamente tagliato l’erba nella rotonda.
Se queste sono le premesse rimane veramente difficile pensare che chi debba provvedere a limitare i danni di siccità e temporali intensi riesca a combinare qualcosa di positivo.
Giorgio Raviola
